Paola Minello “Infinito Pop”

La forza propositiva dei neofiti ha, talvolta, del sorprendente. Paola Minello si dimostra, in questa prima esposizione, artista matura, consapevole dei propri mezzi e, soprattutto, capace di rielaborare autonomamente le ricche e talvolta ingombranti sollecitazioni che la circondano, in primis l’opera di Salvatore Garau, compagno di vita e inevitabile punto di riferimento artistico. Di Garau assimila quella spiccata sensibilità neoromantica votata a un cromatismo fluido e vorticoso, teso a ricreare sulla tela uno spazio incommensurabile carico di risonanze interiori. Ma, mentre nelle tele di lui, solitamente di grandi dimensioni, compaiono elementi strutturati tesi a una sorta di bonifica che canalizza l’irrazionale, nelle tele di lei, spesso di piccolissimo formato, scompare quest’ansia ordinatrice, il magma si fa soverchiante. Minuscole figurine, immagini fotografiche familiari di una dimessa quotidianità o icone simbolicamente pregnanti per una contemporaneità che necessita di santi, martiri ed eroi dal sapore ironicamente pop, fluttuano e si interrogano in questo grande mare di infinito, in un ammiccamento quanto mai dissacrante dei maestri del romanticismo tedesco, Caspar David Friedrich soprattutto. Nella loro finitezza i personaggi, e noi con loro, sperimentano i loro limiti e ne vivono lo stordimento: un “orrore dilettevole” per un sentimento del Sublime tutto contemporaneo.

Ivo Serafino Fenu

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